Produrre energia elettrica da biomasse... siamo ancora nelle caverne...

Produrre energia elettrica da biomasse... siamo ancora nelle caverne...

Articolo scritto dall'Ing. Gordini Fausto di Tetris e pubblicato su "LA TRIBUNA ad Mugiàna" n.1 del dicembre 2009.

Nonostante secoli di progresso scientifico, nel nostro intimo siamo ancora innamorati del fuoco. Non siamo felici se non vediamo un po’ di fumo. Questo amore poteva essere giustificato quando il fuoco costituiva l’unica fonte di energia utilizzabile. Si può anche accettare il fuoco quando altre forme di energia sono poco disponibili oppure costose. Quando però è possibile avere tanta energia senza un fil di fumo, l’amore atavico per il fuoco dovrebbe lasciare il posto al sano interesse per la nostra salute e il nostro benessere.

In realtà ci troviamo a vivere il periodo di una svolta epocale. Fino ai giorni nostri abbiamo sempre dovuto scegliere fra benessere e redditività. Se un processo produttivo doveva costare poco allora, non poteva inquinare poco, e viceversa. Adesso possiamo mettere assieme il tornaconto economico con il benessere diffuso. Possiamo fare un affare producendo energia elettrica direttamente con la luce del sole, senza rumore, senza fuoco e senza fumo. Con questa energia elettrica possiamo fare tutto quello che vogliamo, illuminare le strade e fare funzionare le fabbriche. Per fare le cose per benino, con una pompa di calore geotermica, possiamo anche tirare su un po’ di calore da sotto terra e usarlo per scaldare piscina e palazzetto dello sport, sempre con la stessa energia elettrica che abbiamo prodotto con la luce del sole. Questo perché siamo una società civile ed evoluta che sanno fare un buon uso della scienza e della tecnologia. Come scelta noi potremmo anche accendere un bel fuoco con della legna, oppure con del mais o della paglia o con qualsiasi altra biomassa. Con il fuoco riusciamo a fare anche l’energia elettrica. A dire il vero, non siamo neanche molto bravi. Nonostante tutti i nostri sforzi, con una centrale a biomasse dovremmo bruciare il raccolto di un ettaro di terreno agricolo, per produrre la stessa quantità di energia elettrica che si produce con meno di 100 metri quadri (un centesimo di ettaro) d'impianto fotovoltaico. Se poi vogliamo generare un po' di calore, dobbiamo necessariamente produrre molta meno energia elettrica. Il tutto condito con fumo e inquinamento. Non tanto della centrale, quanto delle lavorazioni accessorie. Inquinamento per produrre la biomassa, inquinamento per trasportarla, inquinamento per portare via la cenere. Già la cenere. Tutti facciamo finta di niente, però dopo che abbiamo sputato 3500 chili di biomassa dal camino, sotto forma di fumo e le temibili particelle fini che causano gravissime malattie, dobbiamo portare via ancora 1500 chili di cenere. Tutto questo lavorio per fornire energia elettrica, solo energia elettrica, a 5 famiglie. Per fortuna non siamo più nelle caverne.

Martedì, 29 dicembre 2009 | 6274 letture